Carolina Farina dedica la sua ricerca artistica alle micro-narrazioni del quotidiano. Ha un particolare interesse per gli oggetti residuali realizzando composizioni d’immagini frammentarie e stranianti. Ama perdersi nello spazio urbano nel quale raccoglie fotografie tracciando le traiettorie delle sue derive e con le quali (ri)compone le storie di chi lo attraversa.

Nelle sue zines è fondamentale la relazione con l’archivio. L’archivio personale e le raccolte affettive di collezioni pubbliche e private diventano strumento d’indagine ed espediente narrativo. Dai suoi progetti traspare spesso l’intenzione ridiscutere l’immagine fotografica in quanto documento: i soggetti, il punto di vista, le inquadrature e il montaggio di una sequenza sono orientati a rendere le fotografie allusive, ambigue, aperte all’interpretazione e al riconoscimento soggettivo e parziale di ciascuno